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Strategie di marketing Web2.0: cosa fare e cosa non fare

Il marketing on line non è così facile come potrebbe sembrare. In passato era sufficiente studiare e scrivere qualche testo per un semplice messaggio pubblicitario e passarlo al webmaster del sito per la pubblicazione on line. Se queste pagine raggiungevano i vertici dei motori di ricerca era un piacevole risultato ma nulla più. Al giorno d’oggi, il messaggio pubblicitario è un content, i webmaster si sono evoluti e l’obiettivo primario di ogni comunicazione on line è quella di raggiungere le prime pagine di Google. E’ sicuramente uno splendido momento per lavorare in un simile ambito competivo, ma occorre capirne bene il contesto e capire rapidamente dove il marketing on line sta andando. Una cosa è assolutamente certa: i content e le modalità con cui le persone interagiscono con i content stanno profondamente cambiando. E’ per questo che possono servire semplici regole (semplici cose da fare e da non fare) per cogliere tutte le occasioni del momento senza perdere alcuna opportunità.

• Non essere gelosi e “tirchi” dei propri content.

• Mettere in condivisione i propri content. Le persone sono esseri sociali. Anche il più solitario navigatore di internet si collega con l’email ai più remoti peer e chiede feedback. Dal momento che le persone condividono informazioni in rete, occorre far sì che i visitatori del sito possano interagire con i nostri contenuti dando loro la possibilità di aggiungere bookmark, tag, commenti per garantirne il più possibile la diffusione. I provider di contenuti devono tener conto delle community quando disegnano i loro content, utilizzando tutte le tecniche che consentono ad un singolo content di avere una vita sociale propria. Non si sta solo parlando di aggiungere al fondo delle pagine del sito o del blog aziendale link e bottoni a digg, reddit o ad altri stumenti di condivisione. Significa utilizzare permalink (link permanenti) e URL facili da ricordare così che questi servizi di condivisione funzionino meglio. Ma significa anche seguire le attività di strutturazione e di design del sito web aziendale per adattarlo a queste necessità sin dalla sua progettazione.

• Non perdere il controllo dei propri content.

• Spezzettare i content in entità singole (microchunk). I microchunk sono content che hanno una vita propria, che possono circolare anche isolati dal contesto. Occorre quindi privilegiare i content che possano essere riassunti e spezzati in più entità singole, capaci potenzialmente di diventare microchiunk da condividere in rete. Queste entità devono essere facili da capire e da condividere senza dipendere dal contesto originale. Più tempo viene speso per ottimizzare i content per la condivisione con tecniche come queste, molto più probabilmente i content saranno diffusi a tante community sulla rete che li utilizzeranno.

• Non esser preoccupati di regalare i propri content o di linkare i content di altri.

• Utilizzare i permalink. I permalink definiscono in maniera univoca i content item sul proprio sito web così i visitatori possono facilmente inviare via email, aggiungere la pagina tra i preferiti e diffondere in rete l’indirizzo del content. Dal momento che questi tipicamente contengono parole chiave e categorie (o almento dovrebbero), i motori di ricerca le indicizzano molto facilmente. Permalink e i microchiunk sono una interessante combinazione per la diffusione dei contenuti on line.

• Non dimenticare di coinvolgere e coccolare i vecchi amici.

• Mantenere l’interesse (e quindi le persone) intorno al proprio sito rendendo i propri contenuti sottoscrivibili. Con così tante opportunità di accedere a content sulla rete, non c’è modo di essere sicuri che i propri lettori siano informati ogni volta che sono pubblicati nuovi contenuti. La possibilità di sottoscrivere un feed RSS consente ai navigatori del proprio sito di essere costantemente aggiornati sulle novità del sito e di leggere i nuovi content pubblicati in maniera semplice e veloce senza dover ogni volta accedere alle pagine del sito. Anche se non si hanno content regolarmente e frequentemente aggiornati può essere una buona idea fornire questo flusso dati per particolari sezioni del sito come ad esempio la sezione dedicata al “Lavora con noi”. Questo è un modo per restare in contatto con potenziali collaboratori ogni volta che viene pubblicata una nuova offerta e non solo quando qualcuno sta cercando una nuova occupazione.

• Non perdere il treno dei gadget e delle funzionalità alla moda in quest’anno.

• Sfruttare le potenzialità di un widget di successo. Una delle cose che stanno piacendo e intrigano maggiormente i responsabili di marketing è il widget. Occorre pensare al web attuale come ad una piattaforma per la distruzione dei content oltre il proprio sito web e oltre i siti web dei propri clienti dove i feed, i codici embed e le API consentono al proprietario del website di distribuire i propri contenuti ad altre pagine web utilizzando i widgets. Una volta che si inizia la pubblicazione dei propri contenuti con i widget, è possibile inserirsi all’interno di ristretti network basati sulla fiducia dove i propri content possono esser condivisi tra i gruppi che costituiscono comunità virtuali. I widgets, contrariamente a quanto si pensi, non sono limitati a siti di social networking o a pagine personali di siti amatoriali. Al contrario i widget possono esser inseriti all’interno di siti e portali aziendali per condividere bookmark utilizzando del.icio.us o per testimoniare eventi aziendali con Flickr, il famosissimo sito per la condivisione di immagini e fotografie. Un altro benefit dell’utilizzo dei widget è che i migliori content del proprio sito web possono essere in due o più posti contemporaneamente. Chissà se prima o poi ci saranno due copie di questo post?
 


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