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  <title>Guest</title>
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  <subtitle>Guest</subtitle>
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    <title>Nuovi standard mondiali per l'utilizzo dei dati</title>
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      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-11-08T09:44:52Z</updated>
    <published>2009-11-08T09:44:52Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Liceità, correttezza e proporzionalità sono questi i principi che hanno guidato 83 Garanti della riservatezza di altrettanti paesi riuniti a Madrid alla 31.ma conferenza internazionale sulla protezione dei dati personali nel firmare la risoluzione che da un nuovo volto alla privacy a livello mondiale. Ancora una volta è stata ribadita il diritto à dell'interessato (del &amp;quot;proprietario&amp;quot; dell'informazione)&amp;nbsp;ad accedere agli archivi che contengano dati personali, a verificare la correttezza delle informazioni e a chiedere la modifica o la cancellazione se l'uso è contro la legge. L'Italia da questo punto di vista si dimostra all'avanguardia con una legislazione già in linea con gli standard approvati ma nell'era di internet e dei social network sta emergendo la necessità di standard globali e di regole omogenee. &lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-11-08T09:44:52Z</dc:date>
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    <title>JoonglaDoc e JoonglaXchange: due strumenti per la gestione del tempo e delle informazioni</title>
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    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T16:22:05Z</updated>
    <published>2009-10-11T16:22:05Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify"&gt;Venaria Reale (TO). E&amp;rsquo; prevista per il prossimo 3 dicembre 2008 alle 16.00 la prima presentazione al pubblico di due nuovi servizi per la gestione documentale e il groupware destinati al settore dei professionisti e nello specifico a commercialisti e consulenti del lavoro. Questi servizi saranno erogati in modalità SaaS (Software-as-a-Service) e fanno parte di una suite di applicazioni sviluppata con le più moderne tecnologie con l&amp;rsquo;intento di migliorare e semplificare il lavoro dei professionisti nei task di tutti i giorni.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T16:22:05Z</dc:date>
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    <title>Gimp, grafica e fotoritocco</title>
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    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T16:19:22Z</updated>
    <published>2009-10-11T16:19:22Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Gimp" style="width: 432px; height: 682px" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/gimp.JPG" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Sull&amp;rsquo;account di &lt;a target="_blank" href="http://www.slideshare.net/zero11"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;Slideshare &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;di Zero11 sono state pubblicate le slide dell&amp;rsquo;intervento di Fabio Di Matera al Mappano Open Days.&lt;br /&gt;Vi consiglio di non perdetevi l&amp;rsquo;Uomo Ragno uscito da un autolavaggio, ingrassato e infeltrito.&lt;br /&gt;In Zero11 non mancano di certo fantasia e competenza.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T16:19:22Z</dc:date>
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    <title>Il Made in Italy è anche open source</title>
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    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T16:18:05Z</updated>
    <published>2009-10-11T16:18:05Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Tavolozza" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/tavolozza.png" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Nell&amp;rsquo;anno in cui Torino è capitale mondiale del design, anche Zero11 vuol fare la sua parte presentando alcuni dei &amp;ldquo;trip and tricks&amp;rdquo; del software open source Gimp nel fotoritocco, nel web design e nella web graphics. La presentazione avverrà sempre nell&amp;rsquo;ambito del Mappano Open Days grazie ad un nuovo intervento dal titolo &amp;ldquo;Gimp: grafica e fotoritocco&amp;rdquo;, tenuto da Fabio Di Matera nella sessione pomeridiana di domenica 21. L&amp;rsquo;intervento rappresenterà un appuntamento immancabile per tutti coloro che vogliono conoscere e scoprire il celeberrimo GIMP, potendo osservare all&amp;rsquo;opera professionisti della grafica e del design. Con Gimp anche il Made in Italy può diventare open source. Per iscrizioni all&amp;rsquo;evento consultare il sito della manifestazione &lt;a target="_blank" href="http://www.mappanoopendays.it/"&gt;Mappano Open Days&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T16:18:05Z</dc:date>
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    <title>Web 2.0 e open source: collaborare, gestire l’informazione e le relazioni nel business</title>
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    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
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    <updated>2009-10-11T16:16:08Z</updated>
    <published>2009-10-11T16:16:08Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Conference" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/conference.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;ldquo;Web 2.0 e open source: collaborare, gestire l&amp;rsquo;informazione e le relazioni nel business&amp;rdquo;. E&amp;rsquo; questo il titolo dell&amp;rsquo;intervento che presenterà Stefano Picco nell&amp;rsquo;ambito della partecipazione di Zero11 al Mappano Open Days del prossimo 20 settembre. L&amp;rsquo;evento rappresenterà un&amp;rsquo;occasione per esplorare il panorama attuale delle soluzioni web 2.0 in ambito open source con particolare focus sulle opportunità rivolte ad imprese e professionisti. Per iscrizioni all&amp;rsquo;evento consultare il sito:&lt;a target="_blank" href="http://www.mappanoopendays.it/"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;http://www.mappanoopendays.it/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T16:16:08Z</dc:date>
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    <title>Servizio non più solo software</title>
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    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T16:13:08Z</updated>
    <published>2009-10-11T16:13:08Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Cube" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/cubo.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Virtualizzazione, mobilità, Voip, Web 2.0&amp;hellip;sono solo alcune tendenze che stanno avendo un ruolo centrale nel panorama IT attuale ma il vero elemento dirompente è rappresentato dall&amp;rsquo;affermarsi della tendenza di erogare il software come servizio.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Infatti in una struttura IT tradizionale, gran parte del budget è finalizzato alla manutenzione e all&amp;rsquo;operazioni ordinarie, mentre sono spesso riservate piccole percentuali del buget IT complessivo all&amp;rsquo;innovazione nel business e nei processi. Al contrario il software come servizio elimina la necessità di elevati investimenti in software e hardware e di sostenere costi di manutenzione, ribaltando la responsabilità delle &amp;ldquo;operations&amp;rdquo; di carattere tecnico sul fornitore del servizio. Ciò consente al dipartimento IT di concentrarsi sulle business operations &amp;ldquo;core&amp;rdquo; e sull&amp;rsquo;innovazione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Un simile approccio favorisce una sorta di selezione darwiniana degli applicativi inseriti nell&amp;rsquo;ambiente IT dove le soluzioni non usate possono facilmente esser rimosse dal contesto. Cambiare il servizio che viene utilizzato ha un costo limitato, cambiare un prodotto acquistato, invece, comporta spesso notevoli costi di setup, migrazione e infrastruttura. Se si considera che, secondo autorevoli report di numerosi analisti, si riscontra che più del 50% del software acquistato non riesce ad entrare in produzione, ciò rappresenta molto più di un costo marginale. In termini semplificati, ciò comporta che o il fornitore del servizio riesce a raggiungere l&amp;rsquo;eccellenza o è costretto ad uscire dal mercato: questa è un&amp;rsquo;ottima notizia per i clienti.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Inoltre il software come servizio elimina la barriera tra il software e il business service. Quanto può esser semplice per un sistema IT tradizionale aggiungere una nuova funzionalità di scoring dei clienti in un sistema di CRM? O quanto può esser facile far sì che un partner esterno partecipi ad un processo di business &amp;ldquo;core&amp;rdquo;? In un ambiente orientato al software come servizio, non c&amp;rsquo;è alcuna differenza tra un servizio di CRM o un servizio di scoring: l&amp;rsquo;aggiunta di nuove funzionalità è già prevista dal fornitore che gestisce aggiornamenti e sviluppi degli applicativi che fornisce, favorendo integrazione e condivisione delle informazioni da/verso la rete aziendale. In questo modo, la gestione dei clienti o fornitori IT può esser considerata come un qualunque business service che non differisce servizi che si sono già sottoscritti.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Un altro plus del software come servizio è che estende il dipartimento IT aziendale oltre i confini aziendali: la capacità di creare valore nel comparto IT in futuro deriverà dall&amp;rsquo;integrazione e dall&amp;rsquo;unione trasparente di sistemi legacy, di partner nel B2B, di software online e di servizi di business singoli. Ovviamente esistono una serie di elementi tecnici che consentono di raggiungere questi obiettivi di integrazione tra applicazioni tra cui l&amp;rsquo;adozione di architetture SOA (Service Oriented Architecture) per i sistemi legacy. Ma ciò è ancora abbastanza lontano dal poter considerare un sistema informativo come un sistema IT &amp;ldquo;esteso&amp;rdquo;. Occorre adottare una precisa strategia di pianificazione, coordinazione e integrazione tra servizi diversi (software online, sistemi SOA legacy, servizi B2B, etc.) che dovranno comportarsi come strumenti singoli da inserire in una orchestra ben diretta.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Per poter garantire l&amp;rsquo;integrazione è necessario creare una piattaforma (spesso definita SaaS Integration Platform (SIP) o Internet Service Bus (ISB)) unitaria ed integrata che concentri l&amp;rsquo;intero complesso dei software erogati come servizio.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Il software come servizio è un&amp;rsquo;opportunità da considerare nell&amp;rsquo;ambito delle scelte IT che garantisce capacità di evoluzione con i bisogni aziendali. Una valida piattaforma SIP è lo strumento che consente di sfruttare queste opportunità in maniera semplice ed immediata.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Small" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/it_small.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T16:13:08Z</dc:date>
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    <title>Enterprise 2.0, rischi ed opportunità</title>
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    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T16:06:06Z</updated>
    <published>2009-10-11T16:06:06Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Puzzle" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/puzzle.png" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;L&amp;rsquo;adozione di una nuova tecnologia comporta inevitabilmente rischi ed opportunità e le tecnologie del Web 2.0 applicate al mondo aziendale/professionale (denominato sinteticamente Enterprise 2.0) non sembrano sfuggire a questa regola. L&amp;rsquo;Enterprise 2.0 porta la promessa di un significativo incremento di produttività, una maggior capacità di innovazione e la creazione di relazioni tra collaboratori, partner, fornitore e clienti. Mentre queste tecnologie stanno favorendo la condivisione della conoscenza, accelerando le comunicazioni a livello di team, rafforzando la collaborazione e la creazione di community on line, i responsabili aziendali, aprendo i loro network all&amp;rsquo;esterno dell&amp;rsquo;organizzazione aziendale o semplicemente dando accesso ai collaboratori alla rete, si stanno preoccupando della perdita di controllo dell&amp;rsquo;informazione, della gestione di dati e informazioni particolarmente importanti e sensibili per la vita aziendale.&lt;br /&gt;I rischi economici potenziali derivanti da attività illegali che possano coinvolgere i collaboratori, il rischio di contagio di malware, le limitazioni di banda e altri elementi di rischio che possono limitare la produttività dell&amp;rsquo;organizzazione sono le ovvie ragioni che ostacolano la diffusione dell&amp;rsquo;Open Social Internet in ambito aziendale.&lt;br /&gt;Occorre sottolineare come spesso i collaboratori utilizzino sistemi di group collaboration, instant messaging, blogging etc. che operano molto spesso all&amp;rsquo;esterno delle applicazioni regolarmente adottate nell&amp;rsquo;organizzazione, rendendo implicita quindi l&amp;rsquo;assenza di compliance con la policy aziendale di protezione dei dati. Questo rappresenta una sfida per i responsabili del trattamento dei dati e dell&amp;rsquo;area IT al fine di garantire gli adeguati standard di sicurezza. Gli strumenti di Enterprise 2.0 sono decentralizzati e spostano questo controllo di conformità sui singoli utenti.&lt;br /&gt;La condivisione di informazioni e lo scambio di dati in input/ouput dai confini aziendali espongono l&amp;rsquo;infrastruttura aziendale a rischi e minacce. Un sistema sociale aperto rappresenta una sfida per il mantenimento della sicurezza.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Collab" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/collab.png" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Inoltre i manager possono esser preoccupati per la cattività pubblicità e la diffusione di dati e segreti aziendali che i collaboratori potenzialmente possono pubblicare su blog o altri siti di social networking. Molte aziende spendono ingenti somme di danaro per creare e diffondere il loro messaggio pubblicitario, per mantenere una identità e costruire un marchio aziendale. L&amp;rsquo;apertura al social networking può comportare la perdita di capacità di controllo del messaggio di comunicazione precedentemente definito. Partendo dall&amp;rsquo;assunto che ci siano immancabili benefici da questa apertura, occorre sottolineare che non tutti i content creati o le opinioni espresse abbiano uguale attendibilità o abbiano più valore di altre: le politiche di community mitigano in parte questo rischio fornendo i controlli necessari e i meccanismi di autoregolazione al fine di eliminare potenzialmente questo &amp;ldquo;noise&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Alcune preoccupazioni sono legate al fatto di metter a disposizione strumenti di comunicazione e di accesso ai dati consentendo ai collaboratori di utilizzare tali risorse in maniera selettiva e controllata. Una prima regola di base è quella di migliorare le protezioni di sicurezza e di pensare in termini di persone e processi con tecnologie di nuova generazione come il web filtering, i servizi di reputation, di protezione dalle minacce congiunte, etc. Questo implica adottare appropriati sistemi di salvaguardia in maniera contestuale all&amp;rsquo;adozione di tecnologia e strumenti dell&amp;rsquo;Enterprise 2.0. Queste tecnologie, spesso basate su soluzioni open source, stanno rendendo possibile all&amp;rsquo;informazione di diffondersi e di circolare in maniera più velocemente su più canali con il coinvolgimento diretto dei prosumer (produttori e consumatori di informazione &amp;ndash; si veda il video tra i preferiti sulla nostra sezione di &lt;a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=xj8ZadKgdC0"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;youtube.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) esponendo potenzialmente le reti aziendali, i collaboratori e i clienti ai rischi descritti.&lt;br /&gt;Una recente ricerca condotta dalla società specializzata Forrester research ha rivelato che la grande maggioranza di organizzazioni stanno adottando tecnologie Enterprise 2.0 senza una adeguata preparazione ed analisi delle minacce provenienti sul fronte della sicurezza. Molto spesso si è pensato più all&amp;rsquo;implementazione e all&amp;rsquo;adozione degli strumenti che alla valutazione dei rischi connessi. La minaccia non è sottovalutata, tuttavia, molto spesso si ritiene che le protezioni &amp;ldquo;tradizionali&amp;rdquo; possano fronteggiare questi nuovi elementi di rischio. Lo studio evidenzia in alcuni casi una mancanza di consapevolezza, di adeguate politiche di sicurezza e di meccanismi di protezione insieme all&amp;rsquo;implementazione di un training sistematico, efficace e chiaro per far comprendere la portata e l&amp;rsquo;impatto delle minacce web per l&amp;rsquo;azienda e per gli utilizzatori.&lt;br /&gt;In fine, come con ogni tecnologia dirompente, un fattore critico di successo risiede nel fatto che le aziende riescano correttamente a valutarne il valore strategico e a pianificarne l&amp;rsquo;adozione nel rispetto e nella compliance dei requisiti di policy aziendale e della legislazione in termini di qualità, sicurezza, governance, privacy etc. Come aziende e professionisti adottano strumenti nell&amp;rsquo;Enterprise 2.0, i rischi associati quali, solo per citarne alcuni, la sicurezza, la stabilità dell&amp;rsquo;infrastruttura, la tutela dei dati etc. diventano sempre più critici da fronteggiare e da ridurre.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Safebox" width="246" height="330" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/safebox.png" /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Per sfruttare gli enormi benefici di strumenti quali le tecnologie del social media, delle piattaforme di collaborazione, di document management occorre un attento risk assessment, una pianificazione del progetto di implementazione e l&amp;rsquo;adozione di strumenti in grado di contenere e controllare i rischi.&lt;br /&gt;Zero11 è da sempre attenta a questi aspetti e presto potrete conoscere le nostre nuovissime soluzioni open source.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Link di interesse:&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Option_%28finance%29&amp;amp;oldid=197779070"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;Enterprise 2.0 su wikipedia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T16:06:06Z</dc:date>
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    <title>Cinque principali vantaggi dell’Open Source per soluzioni aziendali</title>
    <link rel="alternate" href="http://www.zero11.it/web/guest/news/-/blogs/14119" />
    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T16:01:04Z</updated>
    <published>2009-10-11T16:01:04Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Software no brand" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/software_nobrand2.png" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Da tempo ormai il software open source è diffusamente presente all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;infrastruttura IT delle aziende: security (Firewall, IPS-IDS, sniffer, proxy, antivirus, anti-spam, etc), sistemi operativi, data base e web browser sono solo alcuni dei campi di applicazione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Al giorno d&amp;rsquo;oggi, le tecnologie open source possono esser trovate trasversalmente nei vari strati che compongono l&amp;rsquo;intera architettura del sistema informativo aziendale.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Per citare alcuni esempi, sono state realizzate applicazioni professionali open source che forniscono alle imprese strumenti per la business intelligence (BI), per la contabilità e il planning delle risorse (ERP), per la gestione dei clienti (CRM), etc..&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Sono cinque i segmenti open source che hanno riscosso più successo nel mondo aziendale:&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;bull; enterprise application (office automation, management, CRM, content management (CMS), business intelligence);&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;bull; strumenti di sviluppo (unitamente a strumenti di collaborazione e di project management);&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;bull; web servers e application software (middleware, Enterprise Server Bus, interation, portals);&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;bull; data base;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;bull; sistemi operativi.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Al crescere del tasso di adozione di questi strumenti si assiste ad un progressivo incremento del tasso di maturità e di affidabilità dei prodotti. E la scelta di adottare questi strumenti avviene sempre più in funzione del vantaggio competitivo (in termini di qualità, affidabilità, innovazione) che consentono e non del mero risparmio di costo della licenza. Una scelta che anche le amministrazioni pubbliche hanno fatto propria, favorendo un sensibile miglioramento della consapevolezza dell&amp;rsquo;affidabilità di queste soluzioni come alternativa a prodotti proprietari a codice chiuso.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;Sono 5 i vantaggi principali che l&amp;rsquo;open source apporta alle soluzioni aziendali:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;1. Qualità e affidabilità. Uno dei pregi del modello di business open source è quello della affidabilità che deriva da un continuo miglioramento (fine tuning) delle applicazioni. Mentre il software proprietario lega la fedeltà del cliente attraverso alla licenza, l&amp;rsquo;open source mira alla soddisfazione dell&amp;rsquo;utilizzatore. I fornitori di soluzioni open source forniscono servizi, consulenza e formazione. Alti tassi di adozione da parte della comunità di adozione garantiscono sostenibilità al progetto, rispetto delle roadmap di rilascio e la continua correzione dei bug. La qualità è garantita dai continui scambi tra la società, il vendor e la community grazie a forum, blog e wiki.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;2. Trasparenza. Il modello open source garantisce l&amp;rsquo;accesso al codice da parte di tutti. Ciò non solo rafforza le possibilità di personalizzazione, ma questo rinforza l&amp;rsquo;indipendenza dal vendor. L&amp;rsquo;accesso al codice consente un veloce adattamento del programma ai reali bisogni del cliente.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;3. Risparmio di costi. Sebbene molte società abbiano fatto ricorso all&amp;rsquo;open source attratte dai potenziali risparmi di costo, questo non può essere il principale argomento in favore dell&amp;rsquo;open source. Nella valutazione di un software (attraverso metodologie di ROI o TCO) il costo di licenza è solo uno dei componenti dell&amp;rsquo;intero costo totale: l&amp;rsquo;installazione, la formazione e l&amp;rsquo;integrazione sono solo alcuni elementi di cui tener conto.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;4. Interoperatività. L&amp;rsquo;interoperatività, promessa non mantenuta del modello di business proprietario, sta invece diventando uno dei cardini delle applicazione open source. La possibilità di scambi di dati tra applicazioni diverse diventa sempre più fondamentale per l&amp;rsquo;integrazione aziendale.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;5. Collaborazione. Lo scambio di informazioni (anche diretti tra gli utilizzatori) non solo di carattere tecnico facilitano la crescita nella qualità globale della soluzione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;Dov&amp;rsquo;è il trucco?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Gli elementi che ostacolano in qualche modo l&amp;rsquo;adozione del software open source riguardano ancora le difficoltà di integrazione, le difficoltà di abbandono delle soluzioni già adottate, la mancanza di risorse specializzate e le perplessità sull&amp;rsquo;effettivo total cost of ownership (TCO). Tuttavia, negli ultimi tempi, si è assistito al progressivo emergere di soggetti validi ed affidabili in grado di supportare e contribuire allo sviluppo del software, di fornire attività di consulenza e di formazione in maniera continua e costante alle imprese che intendono adottare soluzioni open.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;E il futuro?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Il futuro dell&amp;rsquo;open source appare estremamente brillante con una sempre maggiore diffusione e consapevolezza della validità e dell&amp;rsquo;affidabilità di queste soluzioni.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Lo sviluppo di prodotti Open Source avviene per il 70% in Europa e anche Zero11 fa la sua parte&amp;hellip;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T16:01:04Z</dc:date>
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    <title>ERP in open source: un’alternativa possibile?</title>
    <link rel="alternate" href="http://www.zero11.it/web/guest/news/-/blogs/14110" />
    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T15:43:07Z</updated>
    <published>2009-10-11T15:43:07Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="Erp" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/erp.png" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mentre SAP e Oracle continuano la loro battaglia nel mondo enterprise, le community open source proseguono nello sviluppo di alternative sempre più affidabili e adatte anche alle PMI italiane. A questo riguardo segnalo un interessantissimo evento in programma il 12 febbraio 2008, presso il centro congressi dell&amp;rsquo;Unione Industriale di Torino, che avrà come titolo &amp;ldquo;ERP e Open Source: una ricognizione&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per saperne di più e per ogni informazione ecco il sito di riferimento:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.opi-piemonte.it/it/eventi/erp-e-open-source-una-ricognizione/"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;http://www.opi-piemonte.it/it/eventi/erp-e-open-source-una-ricognizione/ &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T15:43:07Z</dc:date>
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    <title>Che cosa sono gli RSS?</title>
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    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T15:32:02Z</updated>
    <published>2009-10-11T15:32:02Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify"&gt;Ogni giorno centinaia di informazioni entrano nella nostra sfera, dalle più utili alle meno utili. Come restare aggiornati sui temi che più ci interessano senza dover visitare ogni giorno pagine e pagine di siti web? Semplice attivando un aggregatore di feed RSS e memorizzando in automatico l&amp;rsquo;indirizzo alla fonte di informazione preferita: in questo modo sarà l&amp;rsquo;aggregatore a segnalarci eventuali aggiornamenti e poi starà a noi decidere se approfondire o meno quella notizia. Bello vero?&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Ma che cos&amp;rsquo;è un RSS?&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;ldquo;RSS (acronimo diRDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l&amp;rsquo;estensibilità e la flessibilità.&lt;br /&gt;RSS definisce una struttura adatta a contenere un insieme di notizie, ciascuna delle quali sarà composta da vari campi (nome autore, titolo, testo, riassunto, &amp;hellip;). Quando si pubblicano delle notizie in formato RSS, la struttura viene aggiornata con i nuovi dati; visto che il formato è predefinito, un qualunque lettore RSS potrà presentare in una maniera omogenea notizie provenienti dalle fonti più diverse.&amp;rdquo; (tratto da &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Really_simple_syndication"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;Wikipedia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Ma come funziona tutto questo? Vediamolo con un semplice video.&lt;/p&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param value="http://www.youtube.com/v/nJZVJoTSDyw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" name="movie" /&gt;&lt;param value="true" name="allowFullScreen" /&gt;&lt;param value="always" name="allowscriptaccess" /&gt;&lt;embed width="425" height="344" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/nJZVJoTSDyw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Anche questo sito ha la funzionalità di feed RSS, quindi non esitate ad aggiungerlo ai vostri preferiti e sarete sempre informati&amp;hellip;&lt;br /&gt;E presto Zero11 vi presenterà un proprio aggregatore di RSS così da poter restare sempre in contatto con le vostre fonti di informazione preferite.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T15:32:02Z</dc:date>
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    <title>Web2.0 e azienda: il protagonista sei tu!</title>
    <link rel="alternate" href="http://www.zero11.it/web/guest/news/-/blogs/14081" />
    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T15:23:20Z</updated>
    <published>2009-10-11T15:23:20Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify"&gt;E&amp;rsquo; un momento estremamente interessante per tutti coloro che, come semplici appassionati o come operatori professionali, osservano con attenzione quanto avviene nel mondo del software. Il modo di vivere la rete di tutti coloro che navigano on line ha subito e sta subendo un profondo stravolgimento. La persona dell&amp;rsquo;anno 2007 per Time Magazine è stata ognuno di noi. Ognuno di noi al centro del mondo dell&amp;rsquo;informazione, capace di consumare e generare contenuti. Tutto questo grazie al &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;web 2.0&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, come definito da &lt;a target="_blank" href="http://www.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;Tim O&amp;rsquo;Reilly&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, il nuovo web: dove community e collaborazione sono a livelli mai visti prima, dove l&amp;rsquo;informazione passa dalle milioni di pagine di Wikipedia ai video di Youtube o al network di MySpace. Tutto ciò grazie ad nuovo World Wide Web profondamente diverso da quello lanciato 15 anni fa da Tim Berners-Lee. Il nuovo web è uno strumento per portare i piccoli contributi di milioni di persone al centro dell&amp;rsquo;attenzione di milioni di persone. E&amp;rsquo; una vera rivoluzione che ha effetti su ogni aspetto della vita on line, una vera second life. Ma questa rivoluzione per ora appare soltanto confinata al mondo consumer. Potrà arrivare al mondo aziendale? In Zero11 pensiamo proprio di sì e pensiamo che presto, proprio tu, sarai la persona dell&amp;rsquo;anno nella tua azienda, gestendo i tuoi clienti con il tuo CRM, i tuo dati con il tuo ERP, le tue informazioni con il tuo CMS e archiviando tutto con la tua gestione documentale.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;img alt="Web2.0" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/Web20_logo.png" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;Tu insieme ai tuoi collaboratori, ai tuoi clienti, ai tuoi fornitori e perchè no insieme ai tuoi concorrenti in un&amp;rsquo;impresa senza barriere ma vicina alle persone. Collaborare per innovare.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;img alt="Time" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/Time_you.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T15:23:20Z</dc:date>
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    <title>Il lavoro in ufficio: un giungla! Anche in Microsoft!</title>
    <link rel="alternate" href="http://www.zero11.it/web/guest/news/-/blogs/14064" />
    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T15:17:52Z</updated>
    <published>2009-10-11T15:17:52Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify"&gt;Ogni giorno in ufficio, una giungla! Chi non si perde tra documenti, informazioni, cose da fare? Chi non ha mai avuto qualche difficoltà con i propri colleghi? Chi non si è mai chiesto come fare ad uscire da questa giungla? Beh, ora queste domande sembrano avere una risposta da fonti autorevoli: secondo alcuni ricercatori per sopravvivere e avere successo dobbiamo prendere esempio dai comportamenti delle scimmie!&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Ad affermarlo è un articolo del Daily Mail, ripreso poi dal Corriere&amp;hellip;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.dailymail.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=507140&amp;amp;in_page_id=1770"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;The workplace jungle: Tricks used by monkeys hold keys to success in the office&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_10/Uffico_giungla_marchetti_ffaa380a-bf7a-11dc-a9fc-0003ba99c667.shtml"&gt;&lt;span style="color: #ff9900"&gt;L&amp;rsquo;ufficio? E&amp;rsquo; davvero una giungla. Per fare carriera copiamo gli scimpanzè&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Beh, in Zero11 abbiamo atre idee per uscire da questa giungla: presto vi faremo vedere come&amp;hellip;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Intanto qualcuno ne è già uscito e per il suo ultimo giorno di lavoro ha realizzato un divertentissimo video.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param value="http://www.youtube.com/v/HEWMC4usElM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" name="movie" /&gt;&lt;param value="true" name="allowFullScreen" /&gt;&lt;param value="always" name="allowscriptaccess" /&gt;&lt;embed width="425" height="344" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/HEWMC4usElM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Ironia e simpatia, un bravo Bill Gates e un grazie per tutto quello che (nel bene e nel male) ha fatto in questi 30 anni di Microsoft!&lt;br /&gt;Anche George Clooney, Bono, Hillary e Obama si sono prestati per il suo ultimo giorno nella giungla!&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T15:17:52Z</dc:date>
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    <title>Modelli di business Open Source</title>
    <link rel="alternate" href="http://www.zero11.it/web/guest/news/-/blogs/modelli-di-business-open-source" />
    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T15:09:19Z</updated>
    <published>2009-10-11T15:09:19Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify"&gt;Ecco l&amp;rsquo;intervista di Michele Sonnessa, presidente di Zero11 e Responsabile Sviluppo Software, rilasciata nell&amp;rsquo;ambito del progetto &lt;a target="_blank" href="http://www.opi-piemonte.it/"&gt;Open Innovation Piemonte&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vhw_j5mn-Zg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/vhw_j5mn-Zg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il testo completo, accedete &lt;a target="_blank" href="http://www.opi-piemonte.it/it/opinioni-ed-esperienze/modelli-di-business-per-l-open-source-il-caso-zero11/"&gt;qui &lt;/a&gt;al link diretto sul sito di Open Innovation.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T15:09:19Z</dc:date>
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    <title>Strategie di marketing Web2.0: cosa fare e cosa non fare</title>
    <link rel="alternate" href="http://www.zero11.it/web/guest/news/-/blogs/14038" />
    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T15:02:52Z</updated>
    <published>2009-10-11T15:02:52Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify"&gt;Il marketing on line non è così facile come potrebbe sembrare. In passato era sufficiente studiare e scrivere qualche testo per un semplice messaggio pubblicitario e passarlo al webmaster del sito per la pubblicazione on line. Se queste pagine raggiungevano i vertici dei motori di ricerca era un piacevole risultato ma nulla più. Al giorno d&amp;rsquo;oggi, il messaggio pubblicitario è un content, i webmaster si sono evoluti e l&amp;rsquo;obiettivo primario di ogni comunicazione on line è quella di raggiungere le prime pagine di Google. E&amp;rsquo; sicuramente uno splendido momento per lavorare in un simile ambito competivo, ma occorre capirne bene il contesto e capire rapidamente dove il marketing on line sta andando. Una cosa è assolutamente certa: i content e le modalità con cui le persone interagiscono con i content stanno profondamente cambiando. E&amp;rsquo; per questo che possono servire semplici regole (semplici cose da fare e da non fare) per cogliere tutte le occasioni del momento senza perdere alcuna opportunità.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Non essere gelosi e &amp;ldquo;tirchi&amp;rdquo; dei propri content.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Mettere in condivisione i propri content.&lt;/strong&gt; Le persone sono esseri sociali. Anche il più solitario navigatore di internet si collega con l&amp;rsquo;email ai più remoti peer e chiede feedback. Dal momento che le persone condividono informazioni in rete, occorre far sì che i visitatori del sito possano interagire con i nostri contenuti dando loro la possibilità di aggiungere bookmark, tag, commenti per garantirne il più possibile la diffusione. I provider di contenuti devono tener conto delle community quando disegnano i loro content, utilizzando tutte le tecniche che consentono ad un singolo content di avere una vita sociale propria. Non si sta solo parlando di aggiungere al fondo delle pagine del sito o del blog aziendale link e bottoni a digg, reddit o ad altri stumenti di condivisione. Significa utilizzare permalink (link permanenti) e URL facili da ricordare così che questi servizi di condivisione funzionino meglio. Ma significa anche seguire le attività di strutturazione e di design del sito web aziendale per adattarlo a queste necessità sin dalla sua progettazione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Non perdere il controllo dei propri content.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Spezzettare i content in entità singole (microchunk). &lt;/strong&gt;I microchunk sono content che hanno una vita propria, che possono circolare anche isolati dal contesto. Occorre quindi privilegiare i content che possano essere riassunti e spezzati in più entità singole, capaci potenzialmente di diventare microchiunk da condividere in rete. Queste entità devono essere facili da capire e da condividere senza dipendere dal contesto originale. Più tempo viene speso per ottimizzare i content per la condivisione con tecniche come queste, molto più probabilmente i content saranno diffusi a tante community sulla rete che li utilizzeranno.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Non esser preoccupati di regalare i propri content o di linkare i content di altri.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Utilizzare i permalink.&lt;/strong&gt; I permalink definiscono in maniera univoca i content item sul proprio sito web così i visitatori possono facilmente inviare via email, aggiungere la pagina tra i preferiti e diffondere in rete l&amp;rsquo;indirizzo del content. Dal momento che questi tipicamente contengono parole chiave e categorie (o almento dovrebbero), i motori di ricerca le indicizzano molto facilmente. Permalink e i microchiunk sono una interessante combinazione per la diffusione dei contenuti on line.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Non dimenticare di coinvolgere e coccolare i vecchi amici.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Mantenere l&amp;rsquo;interesse (e quindi le persone) intorno al proprio sito rendendo i propri contenuti sottoscrivibili. &lt;/strong&gt;Con così tante opportunità di accedere a content sulla rete, non c&amp;rsquo;è modo di essere sicuri che i propri lettori siano informati ogni volta che sono pubblicati nuovi contenuti. La possibilità di sottoscrivere un feed RSS consente ai navigatori del proprio sito di essere costantemente aggiornati sulle novità del sito e di leggere i nuovi content pubblicati in maniera semplice e veloce senza dover ogni volta accedere alle pagine del sito. Anche se non si hanno content regolarmente e frequentemente aggiornati può essere una buona idea fornire questo flusso dati per particolari sezioni del sito come ad esempio la sezione dedicata al &amp;ldquo;Lavora con noi&amp;rdquo;. Questo è un modo per restare in contatto con potenziali collaboratori ogni volta che viene pubblicata una nuova offerta e non solo quando qualcuno sta cercando una nuova occupazione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Non perdere il treno dei gadget e delle funzionalità alla moda in quest&amp;rsquo;anno.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;strong&gt;&amp;bull; Sfruttare le potenzialità di un widget di successo. &lt;/strong&gt;Una delle cose che stanno piacendo e intrigano maggiormente i responsabili di marketing è il widget. Occorre pensare al web attuale come ad una piattaforma per la distruzione dei content oltre il proprio sito web e oltre i siti web dei propri clienti dove i feed, i codici embed e le API consentono al proprietario del website di distribuire i propri contenuti ad altre pagine web utilizzando i widgets. Una volta che si inizia la pubblicazione dei propri contenuti con i widget, è possibile inserirsi all&amp;rsquo;interno di ristretti network basati sulla fiducia dove i propri content possono esser condivisi tra i gruppi che costituiscono comunità virtuali. I widgets, contrariamente a quanto si pensi, non sono limitati a siti di social networking o a pagine personali di siti amatoriali. Al contrario i widget possono esser inseriti all&amp;rsquo;interno di siti e portali aziendali per condividere bookmark utilizzando del.icio.us o per testimoniare eventi aziendali con Flickr, il famosissimo sito per la condivisione di immagini e fotografie. Un altro benefit dell&amp;rsquo;utilizzo dei widget è che i migliori content del proprio sito web possono essere in due o più posti contemporaneamente. Chissà se prima o poi ci saranno due copie di questo post?&lt;img alt="" src="http://www.zero11.net/html/js/editor/fckeditor/editor/images/smiley/msn/wink_smile.gif" /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T15:02:52Z</dc:date>
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    <title>Bring the love back</title>
    <link rel="alternate" href="http://www.zero11.it/web/guest/news/-/blogs/bring-the-love-back" />
    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T14:46:02Z</updated>
    <published>2009-10-11T14:46:02Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify"&gt;Pubblicitari e consumatori, si conoscono realmente o credono soltanto di farlo? Un&amp;rsquo;interessantissimo articolo di &lt;span style="color: #ff9900"&gt;Dale Dougherty&lt;/span&gt;, sul blog di O&amp;rsquo;Reilly, fa il punto della situazione e fornisce numerosi spunti di analisi&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Pubblcitari e consumatori: un rapporto difficile. Molto spesso che si occupa di pubblicità e di marketing crede di conoscere il proprio target di consumatori ma spesso è soltanto una presunzion. Quasi tutti i modelli di business Web 2.0 si basano sulla promessa di realizzare forme di pubblicità molto più mirate. La capacità di rendere la pubblicita&amp;rsquo; più rilevante determina il successo o il fallimento sul mercato di qualunque iniziativa web 2.0. Le agenzie di pubblcita&amp;rsquo; tradizionali sono consapevoli dei limiti dei media tradizionali e guardano con interesse alle nuova tecnologie per imparare a conoscere i propri clienti come dovrebbero. Con il social networking e i video virali, si acquisiscono maggiori informazioni sui consumatori e si riescono a realizzare campagne pubblicitarie molto piu&amp;rsquo; mirate.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;Questo video/sito fa una simpatica parodia dell&amp;rsquo;attuale situazione di mercato&amp;hellip;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/heSudg-tfIk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/heSudg-tfIk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;e solo alla fine si scopre esser un video di Microsoft.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T14:46:02Z</dc:date>
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    <title>A proposito di web 2.0</title>
    <link rel="alternate" href="http://www.zero11.it/web/guest/news/-/blogs/a-proposito-di-web-2-0" />
    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T14:41:38Z</updated>
    <published>2009-10-11T14:41:38Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;Cosa sia web 2.0 e cosa non lo sia resta molto spesso un mistero&amp;hellip;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il video (in inglese) di Andy Gutmans (Co-fonder di Zend) può rappresentare un&amp;rsquo;ottima base di partenza per una discussione sul tema: buona visione!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0LzQIUANnHc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/0LzQIUANnHc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T14:41:38Z</dc:date>
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    <title>Le potenzialità del remote collaboration e del virtual team management</title>
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    <author>
      <name>Andrea Bosio</name>
    </author>
    <updated>2009-10-11T14:26:28Z</updated>
    <published>2009-10-11T14:26:28Z</published>
    <summary type="html">&lt;p style="text-align: justify"&gt;Quando si pensa ai fattori che distinguono le organizzazioni leader, molto spesso alla base del loro successo si rileva determinante l&amp;rsquo;elemento umano. Ma come possono queste organizzazioni esser capaci di valorizzare e di massimizzare il capitale umano portandolo al valore potenziale? Come possono valorizzare talenti nascosti, acquisirne idee e contributi? Come possono sfruttare le potenzialità del remote collaboration e del virtual team management? Le organizzazioni che sono in grado di trovare gli strumenti per utilizzare il potenziale dei propri collaboratori possono sicuramente sopravanzare i loro competitor. Questo è il principale driver di vantaggio nell&amp;rsquo;economia globale.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Con la globalizzazione crescente, le leadership virtuali hanno acquisito progressivamente un peso maggiore all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;organizzazioni. Accanto all&amp;rsquo;evoluzione del workplace si è assistita ad una progressiva evoluzione delle tecniche per la gestione delle risorse umane. I leader di oggi devono fronteggaire sfide legate alla gestione di collaboratori delocalizzati su più luoghi di lavoro. Ciò porta alla gestione di ambienti di lavoro virtuali.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;La sfida è ovviamente quella di riuscire a mantenere la qualità e la produttività tra tutti i collaboratori, nonostante le distanze fisiche e le diversità culturali. A queste si uniscono le difficoltà &amp;ldquo;operative&amp;rdquo; dettate dalla necessità di lavorare sullo &amp;ldquo;stesso progetto&amp;rdquo; in contemporanea e in maniera indipendente e le potenziali problematiche &amp;ldquo;sociali&amp;rdquo;. Evitare la conflittualità con fenomeni del tipo &amp;ldquo;noi contro di loro&amp;rdquo; appare deteminante per mantenere identità aziendale e strategie condivise. Ovviamente queste difficoltà possono esser accentuate dalle differenze di fuso orario e di linguaggio, elementi che rendono la collaborazione e la comunicazione in real-time ancora più difficile.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Evitare i rischi del remote collaboration e del virtual team management richiede:&lt;br /&gt;&amp;bull; comunicazioni chiare, precise e dirette per esser sicuri che ciascuno nell&amp;rsquo;organizzazione sia imformato sui progressi degli altri, sui problemi, sugli obiettivi condivisi;&lt;br /&gt;&amp;bull; pieno tracking dei deliverable definiti con la collaborazione, così che tutti i partecipanti possano avere un rapido accesso a precisi deliverable su cui ciascuno potrà lavorare e utilizzare come reference;&lt;br /&gt;&amp;bull; sistemi di gestione del workflow, resi disponibili da software di project management &amp;amp; tracking per esser sicuri che ciascuno conosca non solo ciò di cui è responsabile, ma anche conosca su cosa siano impegnati i colleghi.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;Le chiavi per il successo nell&amp;rsquo;adattarsi a questo ambiente complesso e estrememamente mutevole sono reppresentate dalla capacità di:&lt;br /&gt;&amp;bull; gestione delle sfide del virtual &amp;amp; remote leadership: implementare un piano di comunicazione per tenere traccia dei progressi e mantenere elevato il livello di coinvolgimento, selezionando i membri del team che possono operare da remoto, affrontando e risolvendo i problemi connessi al gestione delle distanze;&lt;br /&gt;&amp;bull; potenziare le funzioni e gli strumenti di comunicazione e investire in forme di pianificazione con obiettivi collettivi e condivisi a livello di virtual team;&lt;br /&gt;&amp;bull; creare&amp;rdquo;best practice&amp;rdquo; nei processi del team per incrementare la produttività;&lt;br /&gt;&amp;bull; sfruttare le &amp;ldquo;virtual tecnologies&amp;rdquo; e acquisire le potenzialità del virtual project management e dei moderni strumenti di comunicaizone, ampiamente diffusi.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center"&gt;&lt;img alt="collaboration" src="http://cdn.zero11.it/zero11.it/blog-images/collaboration.gif" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Le sfide crescenti citate in precedenza hanno condotto allo sviluppo di soluzioni di collaborazione che possono stimolare e favorire il lavoro congiunto. Una soluzione efficiente per un&amp;rsquo;impresa che necessiti di gestire complessi progetti (remoti) distribuiti su team (virtuali), divisioni o localizzazioni geografiche dovrebbe fornire le seguenti feature:&lt;br /&gt;&amp;bull; Project management: attraverso funzionalità di distribuzione e acquisizione di dati relativi a progetti in real time in base allo specifico ruolo di accesso e funzionalità di sincronizzazione delle informazioni e delle attività di team condivisi;&lt;br /&gt;&amp;bull; Resource management: supporto ai manager per allocare in maniera efficiente le risorse su progetti (persone, facilities e risorse);&lt;br /&gt;&amp;bull; Portfolio management; con dati aggregati in real time per fornire ai decisori aziendali fuzionalità di pianificazione, di risk assessment e di analisi finanziaria;&lt;br /&gt;&amp;bull; Process management: l&amp;rsquo;adozione di processi automatici determina una riduzione degli sforzi complessivi, risparmi nei costi ed un evidente miglioramento della coerenza e dell&amp;rsquo;efficienza dei processi.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;Dal momento che ogni aggiornamento di progetto è immagazzinato e archiviato a livello centralizzato in queste applicazioni, tutti lavorano sempre sulle informazioni più recenti. I membri del team acquisiscono consapevolezza dell&amp;rsquo;impatto di modifiche nella pianificazione delle risorse o di conflitti con altri dipartimenti e utilizzano le informazioni disponibili per indentificare i vari item da compiere, segnalare problemi e trovare le migliori soluzioni. Tutti gli aggiornamenti sono immediatamente diffusi a tutti gli altri membri del team e i manager possono essere allertati di potenziali situazioni di tensione. Il management può avere una visione globale di tutti i progetti e delle risorse assegnate così tutti possono compiere decisioni perfettamente informati.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;I progressi nelle tecnologie dell&amp;rsquo;informazine e delle comunicazione hanno reso globale l&amp;rsquo;ambito del business. Al giorno d&amp;rsquo;oggi, esiste una abbondanza di tecnologie disponibili per la collaborazione tra cui, per citarne alcuni, l&amp;rsquo;instant messaging, il web conference, le collaboration technologies, le unified communications e la telepresence. Ovviamente una cultura e processi di impresa che incoraggino le persone per condividere il lavoro in maniera produttiva sono fondamentali per garantire una effettiva collaborazione. Dall&amp;rsquo;altro lato, la collaborazione può solo rafforzarsi quando la tecnologia si applica in un contesto di impresa che incoraggia la condivisione e le interazioni aperte tra le persone. Una collaboration di successo trae vantaggio dalla strategia di business, si allinea ai risultati del business ed è supportata dalle strutture e della tecnologia dell&amp;rsquo;organizzazione. Come ogni altro processo, richiede elevati skill nei collaboratori in termini di visione, preparazione, supporto, energia e comunicazione. Ed ecco che tornano centrali le capacità di gestione delle risorse umane e del loro tempo.&lt;/p&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T14:26:28Z</dc:date>
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    <title>Web 2.0 secondo Nokia</title>
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      <name>Andrea Bosio</name>
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    <updated>2009-10-11T11:08:54Z</updated>
    <published>2009-10-11T11:08:54Z</published>
    <summary type="html">&lt;p&gt;A chi si chiede cosa siano il Web 2.0. AJAX, FLASH, RSS ecco la risposta scherzosa di Nokia con un video di viral marketing&amp;hellip;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;ldquo;Web 2.0, let&amp;rsquo;s keep it simple&lt;br /&gt; It&amp;rsquo;s all about connecting people&amp;hellip;.&lt;br /&gt; Thanks to you Web 2.0 - There&amp;rsquo;s no such thing as good bye&lt;br /&gt; But now when you poke my Facebook, I can see it&amp;rsquo;s you and not reply..&amp;rdquo;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Dopo aver visto questo divertente filmato, potrebbe apparire lecito l&amp;rsquo;interrogativo sul perchè un&amp;rsquo;azienda come Nokia intenda dedicare tempo e risorse a definire cosa sia il Web 2.0&amp;hellip; Ebbene la risposta è nelle future strategie del gruppo finlandese, sempre più orientato ad entrare nel campo dei contenuti e del social networking, in vista di uno scontro con il leader del settore, quella stessa Google che punta sempre più a rafforzare la propria presenza nella telefonia mobile&amp;hellip;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Google entra nei telefoni, Nokia entra nel business dei navigation device grazie al deal per l&amp;rsquo;acquisto di Navtec del mese scorso&amp;hellip;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; E il Web 2.0 di Nokia, come si intuisce dal video, è tutto basato sulla mobilità&amp;hellip; Lo scontro sta per iniziare&amp;hellip;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="480" height="365"&gt;&lt;param value="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x3ir7u&amp;amp;related=0" name="movie" /&gt;&lt;param value="true" name="allowFullScreen" /&gt;&lt;param value="always" name="allowScriptAccess" /&gt;&lt;embed width="480" height="365" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" src="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x3ir7u&amp;amp;related=0"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/x3ir7u_la-chanson-du-web-20-par-nokia_fun"&gt;La chanson du web 2.0 par NOKIA&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Caricato da &lt;a href="http://dailymotion.virgilio.it/buzzynote"&gt;buzzynote&lt;/a&gt;. - &lt;a href="http://dailymotion.virgilio.it/it/channel/fun/featured/1"&gt;Guarda altri filmati divertenti&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</summary>
    <dc:creator>Andrea Bosio</dc:creator>
    <dc:date>2009-10-11T11:08:54Z</dc:date>
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